Canapa sativa: effetti, usi e proprietà

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canapa sativa

Il mondo vegetale sta vedendo l’espansione di una particolare tipologia di pianta appartenente alla famiglia delle Cannabaceae denominata Canapa Sativa.
Essa sta ampliando il suo raggio d’azione grazie alle sue proprietà benefiche che è in grado di fornire a chiunque la impieghi e la usi.
Qual’è la sua origine, quali sono gli effetti, gli usi principali e le proprietà che essa possiede?
Cerchiamo di fare chiarezza in merito a tutto ciò, rispondendo ad ogni quesito posto!

Canapa sativa: di cosa si tratta?

La Canapa sativa è una pianta che presenta fiori prevalentemente senza petali e aventi un singolo seme; essa è una pianta annuale che vede la sua crescita possibile anche senza l’uso di particolari prodotti esterni, come fertilizzanti, pesticidi o altri composti chimici frequentemente utilizzati nel mondo del giardinaggio.
Inoltre, tale pianta è molto indipendente: non necessita, cioè, di regolare irrigazione o di manutenzione, in quanto le sue caratteristiche intrinseche le consentono di sopravvivere autonomamente ed utilizzando percentuali bassissime di aiuto esterno.
La Canapa sativa è formata da un fusto rigido intorno al quale crescono foglie dal colore verde brillante dalla superficie seghettata che coprono tutto il perimetro della pianta.
Essa non ha bisogno di un particolare ambiente nel quale crescere, ma si adatta a qualsivoglia contesto la si ponga, grazie alla capacità di bonifica del terreno circostante che possiede.
Quali sono le proprietà principali della Canapa sativa?

Canapa sativa: proprietà



La Canapa sativa ha proprietà notevolmente variegate e molteplici che le conferiscono la nomea di pianta completa.
Un primo campo nel quale questa pianta estrinseca le sue proprietà è senz’altro quello della profumeria: le essenze che essa contiene sono numerosissime ed facilmente appartenenti al genere femminile. I terpeni contenuti nelle foglie della Canapa sativa sono oltre 100, tutti aventi una funzione distensiva e rilassante, grazie al suo aroma fresco, erbaceo e dolce, in grado di regalare momenti di assoluto relax che tranquillizzano lo spirito dai momenti di stress della vita quotidiana.
Oltre alle proprietà, la Canapa sativa possiede anche innumerevoli benefici di natura fisica che incidono sullo stato di salute: quali?

Canapa sativa: benefici

Alcuni studi condotti su questa particolarissima pianta hanno evidenziato come essa sia in grado di fornire importanti proprietà analgesiche, antinfiammatorie e tranquillanti, specialmente a carico dei fasci muscolari.
Inoltre, oltre a ciò, dal momento che questa pianta contiene moderate percentuali di Cannabidiolo, essa è in grado di indurre il rilascio di serotonina, ormone responsabile dell’umore e della felicità, il quale incide positivamente sulla riduzione degli stati infiammatori sparsi in tutto il corpo e sul miglioramento della qualità del tessuto nervoso.
Non solo, alcune proprietà della Canapa sativa riguardano da vicino le donne: infatti, si è scoperto che il Cannabidiolo riesca ad alleviare i dolori derivanti dal ciclo mestruale, rilassando e distendendo i muscoli e favorendo uno stato di assoluta serenità e di quiete; inoltre, grazie ad alcuni benefici di natura ansiolitica, esso riesce a regolare meglio gli sbalzi d’umore dovuti al ciclo, contrasta il mal di testa o l’emicrania derivante da ciò, il tutto grazie all’attivazione e al rilascio di serotonina nel sangue.

Canapa sativa: storia e usi

Dopo un’attenta disamina sulle proprietà e sui benefici che questa pianta è in grado di donare, può essere utile soffermare brevemente l’attenzione sulle sue modalità di coltivazione in Italia.
Probabilmente non tutti sanno che, sin dalla prima metà del Novecento, l’economia italiana si basava sulla produzione agricola, la quale procedeva spedita grazie alla coltivazione di canapa.
Da ciò ne derivavano diversi prodotti ottenuti anche tramite riciclo e rilavorazione della canapa, senza rinunciare agli alti standard di qualità che la produzione assicurava.
Facendo un passo indietro e andando molto prima del Novecento, troviamo gli antichi romani, i quali coltivavano la canapa ad uso quasi esclusivamente tessile finalizzato alla costruzione di corde, tele, alimenti, ma anche vere e proprie droghe che fornivano quella spinta necessaria ai soldati per riuscire a resistere nel lunghi anni di guerra ai quali erano sottoposti.
Dall’Impero Romano ai giorni dei più grandi esploratori, come Amerigo Vespucci, il quale impiegò diverse fibre di canapa per rivestire il cordame utilizzato nelle sue navi da esplorazione, grazie alla notevole resistenza fornita dalla sua struttura interna.
Ai nostri giorni, questo trend si è tramandato e notevolmente espanso mediante diversi cambiamenti sociali e culturali forieri di nuove tecniche di coltivazione e di produzione agricola, le quali hanno fornito alla canapa il rispetto e il valore che merita; in merito a ciò, si è scoperto come questa pianta fosse in grado di scatenare le sue proprietà benefiche anche sotto forma di tisana di canapa sativa e di semi di canapa sativa, potenzialmente utilizzabili anche in campo culinario.
Che dire del quadro normativo riguardante la Canapa sativa?

Canapa sativa: le norme che la regolamentano

Nel corso del tempo, molti si sono chiesti se l’uso della Canapa sativa fornisse anche un certo potere drogante: questo aspetto è stato prontamente smentito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), la quale ha espressamente chiarito che il contenuto di THC è molto al di sotto della soglia consentita, nonostante ci siano buoni livelli di Cannabidiolo.
Oltre a ciò, la legge del 2016 in merito a ciò decreta in maniera del tutto definitiva la legalità assoluta della coltivazione nonché della vendita al dettaglio di Canapa sativa.
Parallelamente a queste normative, l’OMS ha recentemente chiesto di cancellare il CBD (Cannabidiolo) dalla lista che descrive le sostanze stupefacenti, in quanto le proprietà benefiche che esso scaturisce contenute anche nella Canapa sativa sono molteplici e assolutamente testate e confermate, così come l’assenza di controindicazioni sulla salute.
Che dire delle differenze con le altre tipologie di canapa?

Canapa Sativa vs Canapa Indiana

Una delle differenze sostanziali sta proprio nei livelli di concentrazione di THC, il quale è molto al di sotto dei limiti nella sativa e al di sopra della soglia in quella Indiana.
A differenza della Canapa sativa, quella Indiana è utilizzabile solo dietro indicazione specifica del medico, in quanto presenta controindicazioni legate alle alte concentrazioni di THC, cosa che le conferisce un importante effetto drogante.
Infine, le proprietà benefiche della Canapa sativa sono di gran lunga più numerose rispetto a quelle fornite dalla Indiana, sia sotto forma di durabilità che di efficienza appurata.