Sette cose da sapere sulla mastoplastica additiva

0
82
mastoplastica

Quando si parla di chirurgia estetica, il primo intervento che viene in mente è la mastoplastica additiva, ossia l’aumento di volume del seno. In merito a questa operazione, esistono tanti luoghi comuni che è importante sfatare.

Per informarsi al meglio in merito, è utile fare il punto della situazione su alcuni aspetti dei quali è bene essere a conoscenza. Nelle prossime righe di questo articolo, ne abbiamo elencati sette.

Esistono diversi tipi di protesi

Come si può leggere sulle pagine del sito vincenzodelgaudio.it, quando si parla di mastoplastica additiva si chiamano in causa diversi tipi di protesi. Per essere precisi, gli impianti si possono distinguere in due macrocategorie:

  • Protesi tonde
  • Protesi anatomiche

Le seconde, come è chiaro dal nome, garantiscono un risultato più naturale dal punto di vista visivo.

Dopo la mastoplastica additiva si può allattare senza problemi

Molte donne, desiderose di ricorrere a questo intervento per via di un seno che nel corso degli anni non si è sviluppato in maniera adeguata, si approcciano all’idea di essere operate con un po’ di timore e con il pensiero, errato, di non poter allattare in caso di gravidanza.

Questo, come appena detto, non è vero. La mastoplastica additiva, infatti, rispetta l’integrità dei dotti galattofori, rendendo così possibile quel periodo meraviglioso che è l’allattamento al seno.

Le cicatrici sono praticamente invisibili

Nel corso degli anni, le tecniche chirurgiche relative alla mastoplastica additiva sono migliorate tantissimo. Oggi come oggi, non bisogna più preoccuparsi, per esempio, dell’eccessiva visibilità delle cicatrici.

Queste ultime, infatti, sono perfettamente nascoste. Il chirurgo utilizza infatti vie d’accesso come il solco sottomammario e la zona periareolare (in alcuni casi, anche il solco ascellare). Premettendo il fatto che la loro gestione corretta dopo l’intervento è decisiva ai fini del risultato, è bene fare presente che, in generale, gli esiti cicatriziali successivi a una mastoplastica additiva sono praticamente invisibili.

Se si seguono pedissequamente le indicazioni del chirurgo nel post operatorio e se si ha una pelle con una buona cicatrizzazione si può, addirittura, arrivare a non notarle quasi più dopo un anno dall’atto chirurgico.

L’intervento si può effettuare in day hospital

La mastoplastica additiva si può effettuare in day hospital. Questo significa che la paziente non dovrà osservare periodi di degenza. A seconda delle condizioni di partenza della paziente, l’anestesista decide come muoversi. Nella maggior parte dei casi, si ricorre all’anestesia locale associata a leggera sedazione.

Le protesi mammarie possono durare per sempre

Tra i tanti luoghi comuni che portano le donne ad approcciarsi alla mastoplastica additiva con timori e pensieri rientra la convinzione di dover procedere, una volta superata la decina d’anni dall’intervento, alla sostituzione delle protesi.

Grazie agli impianti di ultima generazione, questo problema non esiste. Le protesi che vengono impiantate al giorno d’oggi, infatti, possono considerarsi a tutti gli effetti definitive. Ovviamente questo non vieta, se lo si desidera e se il chirurgo estetico dà il suo parere favorevole, di optare, trascorsi 15/20 anni, per la sostituzione o per la rimozione.

La mastoplastica additiva si può effettuare anche in estate

Non esiste alcuna controindicazione alla scelta di sottoporsi a una mastoplastica additiva in estate. Necessario, però, è tenere conto del fatto che, dopo l’atto chirurgico, si lascia l’ospedale con una medicazione compressiva. Per le quattro settimane successive all’operazione, è necessario indossare un reggiseno contenitivo. Quest’ultimo, nei mesi più caldi dell’anno può dare un po’ fastidio.

Dopo l’intervento è possibile tornare a fare sport in poco tempo

In linea di massima, dopo una mastoplastica additiva è possibile tornare a dedicarsi all’attività sportiva senza problemi. Per quanto riguarda i tempi, parliamo di circa un mese (si tratta di parametri di massima in quanto tutto dipende dalla tipologia di workout e dalle condizioni della paziente).