Antiossidanti: cosa sono e perché fanno bene?

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antiossidanti

Una classe particolare di non nutrienti di cui il nostro organismo non può fare a meno.

Studi recenti confermano che molte delle malattie più comuni sono associate ad una carenza di antiossidanti della cui importanza si sente parlare sempre più spesso.

Ma cosa sono e perché fanno bene?

Gli antiossidanti sono una classe particolare di non nutrienti in grado di neutralizzare i radicali liberi e proteggere l’organismo dalla loro azione negativa.

24 ore al giorno le cellule producono degli scarti durante la propria attività di costruzione e riparazione di muscoli, ossa, pelle e di tutti gli altri organi e apparati che costituiscono il nostro corpo.

Gli antiossidanti eliminano questi scarti nocivi per la salute lavorando come degli “spazzini”.

Tra i benefici che il consumo di una corretta dose di antiossidanti regala c’è anche un effetto preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari che, secondo dati raccolti dagli Enti sanitari, sono la principale causa di morte nei Paesi industrializzati e in via di sviluppo.

Se all’origine di queste malattie ci sono fattori che non si possono modificare (storia familiare, età, etc..), molto si può fare in ottica di prevenzione grazie ai nutraceutici, che altro non sono se non sostanze dal potente effetto antiossidante.

Questi agiscono sia con azione diretta di scavenging contro i radicali liberi (come la quercetina di mele e cipolle) ma anche in maniera indiretta inducendo inducendo difese antiossidanti endogene (come il sulforafane presente nei cavoli).

I polifenoli

Questi non nutrienti hanno catturato negli ultimi anni l’attenzione della scienza poiché sembrerebbero possedere un elevato potere antiossidante.

I polifenoli sono molecole chimiche che rappresentano il sistema immunitario delle piante.

Dagli organismi animali sono invece percepiti come sostanze sconosciute, poiché non sono in grado di produrli.

Sono stati individuati più di 4000 molecole di polifenoli, che non hanno ovviamente tutte le stesse proprietà.

La ricerca indica tra i polifenoli, la classe delle antocianine ed il sottogruppo delle delfinidine come la più efficace quando si parla di prevenzione dell’invecchiamento.

Il frutto più ricco di antocianine è il maqui, un piccolo mirtillo che cresce spontaneo nel sud del Cile di cui potete conoscere l’interessante storia legata al leggendario Robinson Crusoe.

Categorie e classi di antiossidanti

Le sostanze antiossidanti sono molteplici e di varia natura. La scienza le suddivide in due categorie: gli antiossidanti endogeni (sintetizzati autonomamente) e quelli esogeni (presenti negli alimenti).

A seconda della loro origine e delle loro proprietà avremo vari classi di antiossidanti:

  • Naturali: sono in sostanza componenti abituali degli alimenti che svolgono un’azione protettiva all’interno degli stessi (composti fenolici tocoferoli, flavonoidi, acidi fenolici, composti azotati alcaloidi, derivati dalla clorofilla, aminoacidi, ammine, carotenoidi, acido ascorbico)
  • Sintetici: si tratta di molecole prodotte in laboratorio e largamente impiegate nell’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica (butilidrossianisolo o BHA e butilidrossitoluele o BHT)
  • Chain-braking: sono composti che, grazie al potenziale di riduzione negativo, sono in grado di fornire ai radicali liberi gli elettroni di cui sono privi, ripristinando così l’equilibrio chimico del sistema in cui agiscono. Tale categoria include sia composti idrosolubili, come i polifenoli, la vitamina C o il glutatione, che liposolubili come la vitamina E, i caroteni, l’acido lipoico e il coenzima Q10.
  • Preventivi: tali antiossidanti hanno molteplici meccanismi di azione e sono tutti coinvolti nel rallentare la velocità di ossidazione (in particolare la fase di iniziazione), anche se non convertono i radicali in composti più stabili. Tra questi rientrano i “metal scavengers” che prevengono la formazione di radicali liberi agendo da chelanti dei metalli (acido citrico, EDTA)
  • Idrofili: in generale gli antiossidanti idrosolubili (solubili in acqua) reagiscono con gli ossidanti nel citoplasma cellulare e nel plasma. I principali sono i polifenoli, la vitamina C e il glutatione
  • Lipofili: gli antiossidanti liposolubili (solubili nei lipidi), proteggono le membrane cellulari dalla per ossidazione lipidica. Ne sono un esempio la vitamina E, i caroteni, l’acido lipoico e il coenzima Q10
  • Carotenoidi: sono pigmenti naturali contenuti essenzialmente nella frutta e negli ortaggi di colore dal giallo al rosso, ma anche nella verdura a foglia verde. Nel nostro organismo, il carotene si comporta da precursore della vitamina A (cioè viene trasformato in vitamina A e per questo motivo viene definito provitamina).
  • Polifenoli: queste sostanze costituiscono il sistema immunitario delle piante e sono le responsabili della colorazione di frutta e verdura. La scienza indica le delfini dine come la classe di polifenoli presenti in natura, appartenenti alla famiglia delle antocianine, con il più elevato potere antiossidante, oltre che un ottimo assorbimento intestinale.
  • Vitamine: tra le vitamine, possiedono un elevato potere antiossidante soprattutto la C e la E. La vitamina C si trova principalmente negli alimenti di origine vegetale, in particolare negli agrumi, anche in ribes e kiwi, fra gli ortaggi in particolar modo nei peperoni e nei pomodori e negli ortaggi a foglia verde quali spinaci, cavoli e asparagi. Negli alimenti di origine animale è contenuta nelle frattaglie, come fegato e rene. La fonte principale di vitamina E è rappresentata dagli oli derivati dai semi come arachidi, girasole, mais, soia. Altre fonti di questa vitamina sono il germe di grano, i cereali a grano intero (integrali), la frutta secca, molta frutta e verdura, ma anche le uova, i pesci più ricchi di grassi e il fegato.

Gli Omega-3

Tra le sostanze antiossidanti di origine animale al primo posto ci sono i famosi omega-3, i grassi buoni che la ricerca indica come indispensabili per la nostra salute. In particolare gli Omega-3:

  • Aiutano a conservare la memoria e sono utili per prevenire le malattie neurodegeneretive come l’Alzheimer. Negli ultimi anni alcuni ricercatori hanno anche dimostrato che quando abbinati all’attività di tipo aerobico favoriscono la produzione nel cervello di BDNF (Brain Derived Neurotrophic Factor) una sostanza che favorisce il formarsi di nuovi neuroni e, soprattutto, aumenta la sinapsi, vale a dire la connessione fra un neurone e l’altro. In pratica, il cervello può rimanere giovane, o meglio, può invecchiare più lentamente.
  • Riducono il rischio di malattie del cuore e della circolazione. Effetto che dipende dalla capacità di tali molecole di rendere più fluido il sangue, di diminuire i livelli nel sangue dei trigliceridi, di combattere la formazione delle placche nelle arterie, di contrastare le aritmie del cuore. Inoltre, gli omega-3 posseggono una spiccata azione antinfiammatoria
  • Sono utili per cervello e mente. Circa un quinto del nostro cervello è costituito da acidi grassi essenziali e il 30% dei grassi della membrana delle cellule nervose (i neuroni) è costituito dal DHA, uno dei due omega-3 a catena lunga. Proprio questa sostanza ha la capacità di rendere la membrana dei neuroni più fluida e di favorire gli scambi di informazioni tra un neurone e l’altro, un processo fondamentale per l’efficienza del nostro sistema nervoso.

Possiamo dunque pensare agli omega 3 come ad una nuova preziosa vitamina, le cui quantità assunte dagli abitanti dei Paesi industrializzati si sono ridotte a causa di un’alimentazione che privilegia alimenti molto raffinati e sempre più poveri di omega-3.

Perfino nei pesci, la fonte alimentare più ricca, ce ne sono pochi, poiché in commercio sono aumentati i prodotti di allevamento, nutriti con mangimi quasi privi di omega-3, mentre l’inquinamento dei mari fa il resto della parte.

Fonte: 3° International Congress Science in Nutrition