Droga per resistere 5 ore in intimità: morta una donna

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Shock per un uomo sudamericano che ha visto morire la sua partner. Più nello specifico la donna,32 anni, detta più comunemente “La Bestia” aveva assunto delle droghe per aumentare le proprie prestazioni sessuali, e durare ben 5 ore. Tuttavia il fisico non ha retto e ha perso la vita.

Una storia da brividi

I giornali locali raccontano che la trentaduenne dopo cinque ore di frenetica intimità ha cominciato a provare sensazioni di vertigini, finché queste ultime non si sono tramutate in convulsioni. Il partner ha dunque allertato i soccorsi mentre la donna era in preda ad un arresto cardiaco. Non giungendo in tempo tuttavia l’ambulanza, l’uomo ha avvolto la partner in una coperta e l’ha portata in ospedale. Ormai però era troppo tardi, e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Dall’autopsia è emerso che la donna avesse abusato di droghe, e che ne fosse consumatrice abituale. Pare infatti che la vittima assumesse sostanze eccitanti per poter resistere più tempo nei meandri del piacere. Il corpo tuttavia non ha retto e la donna è morta.

Chemsex: una pratica comune tra i giovani di oggi?

Quanto successo non è altro che la prova evidente di come i giovani di oggi tendano ad affiancare la droga e il piacere in un mix che può diventare letale. Tale pratica, detta nel Regno Unito Chemsex, non è la solita assunzione da droghe che fa un normale tossicodipendente. Più nello specifico infatti si tratta di assumere determinati tipi di sostanze, tra cui anche farmaci, al fine di migliorare le proprie prestazioni sotto le lenzuola.

Questo comportamento è molto comune, soprattutto in Inghilterra, dove c’è una maggiore assunzione di sostanze come il mefedrone, farmaco di classe B simile all’anfetamina. Seguono poi il GHB e il GBL che riducono le inibizioni e che se mischiati all’alcol possono essere anche letali.

Immancabile ovviamente sono le metanfetamine, che esaltanti gli stimoli e amplificano le sensazioni di chi l’assume. Pare, non a caso che secondo alcune ricerche, l’uso frequente di questa sostanza potrebbe portare ad un lento e progressivo danno nel tempo all’apparato cerebrale.

Il rischio del Chemsex

Quanto appena detto non è che un campanello d’allarme per dei comportamenti scorretti e in alcuni casi pericolosi che i giovani assumono. Le tre sostanze poc’anzi citate, spesso usate in combinazione, regalano una sensazione di rilassamento ed al contempo di eccitamento, facilitando dunque la resistenza nelle pratiche di intimità. Queste sostanze diventano un momento di condivisione all’interno del gruppo (o della coppia) per perdere in sintonia ogni tipo di inibizione. Le droghe infatti tendono a mantenerci svegli e a far durare gli incontri sessuali anche per un giorno interno.

Il chemsex è considerato pertanto un atto pericoloso perché mette in circolo nel nostro corpo una serie di sostanze in grado di mettere a repentaglio il battito cardiaco, rallentaolo o anche accelerandolo in modo eccessivo. Oltre al fatto che tali droghe potrebbero pure creare dipendenza e, dato che sono illegali, non c’è alcuna comprovata certezza di quello che è il loro contenuto.