Collirio ritirato dal mercato: cosa è accaduto

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Nuova batosta per i consumatori. Stavolta il richiamo dal mercato vale per un collirio, immediatamente rimosso dagli scaffali delle farmacie.

Quanto stabilito è stato indispensabile dopo aver appurato la presenza di un problema di qualità e di impurezze nelle fiale.

Il parere dello “Sportello dei Diritti”

Il riferimento del richiami vale per il lotto n. 510118 scad. Gennaio 2020 e per il lotto n. 512317 scad. Ottobre 2019 della marca LATAY (LATAY*COLL 30FL 0,2ML 0,005% – AIC 038613030). A tal proposito Giovanni D’Agata, responsabile dello “sportello dei diritti” ha spiegato quanto il provvedimento fosse necessario per la tutela dei consumatori. Lo stesso ci ha tenuto a sottolineare che essendo il farmaco commercializzato dalla Società Visufarma come concessionario esclusivo, il ritiro ha dunque inedito alla società suddetta. Quest’ultima ha dovuto infatti mobilitarsi utilizzando tutti i propri canali commerciali di distribuzione.

Cos’è e a cosa serve il Latanoprost

Il latanoprost è quella tipologia di collirio prescritto dal medico per la riduzione della pressione intraoculare. Esso viene somministrato soprattutto a quei pazienti affetti da glaucoma ad angolo aperto e in pazienti con ipertensione oculare. Tra l’altro può essere validamente utilizzato anche in caso di pressione intraoculare elevata in bambini affetti da pressione intraoculare e in quelli che presentano un glaucoma pediatrico.

Cos’è il Glaucoma

Detto comunemente il ladro della vista, il glaucoma è una patologia degli occhi spesso asintomatica, tanto che di solito viene diagnosticato a stadi ormai avanzati. La malattia sostanzialmente coniate nella lenta e progressiva diminuzione della vista fino a giungere ad una vera e propria cecità. Il glaucoma viene provocato da un forte aumento della pressione interna all’occhio, con conseguente atrofia delle fibre del nervo ottico e della retina.

Si tratta comunque di un patologia molto comune. Solo in Italia infatti conta circa tre milioni di persone affette, la maggior parte delle quali ignora di averla. Questo perché i controlli ottici preventivi non sono mai completi al 100% dal momento che spesso manca proprio la misurazione del tono oculare.

Per fortuna al giorno d’oggi possiamo avvalerci di nuove tecniche non invasive che riescono a curare il glaucoma in modo definitivo, salvando così la vista.

A favore o svafore dei colliri?

Il tipo più frequente di glaucoma è quella ad angolo aperto, come del resto sostiene anche la scienza. Si tratta di quella forma che si manifesta quando l’umore acqueo non passa come dovrebbe all’interno del trabecolato, una specie di “minigrondaia” circolare che si trova sopra l’iride.

Onde evitare che questo umore vada a concentrarsi nell’occhio, (il che potrebbe provocare come conseguenza un aumento della pressione intraoculare), come  prima cosa, il medico va a prescrivere l’uso di compresse (diuretici) in concomitanza, per l’appunto, dei colliri. Oggi ce ne sono di diversi tipi , dai betabloccanti in gel (timololo), a tutte le nuove formulazioni a base di prostaglandine.

Bisogna tuttavia sottolineare che per quanto utili, i colliri non sono in grado di tenere un perfetto controllo della pressione. Non solo, c’è anche il fatto che alcune molecole, come la pilocarpina, hanno bisogno di ben tre instillazioni negli occhi al giorno. Fatto impegnativo e poco pratico per una vita quotidiana molto frenetica come quella di oggi.